Friday, December 30, 2011

Festum Sanctæ Familiæ Iesu, Mariæ et Ioseph



O lux beáta cælitum
et summa spes mortálium,
Iesu, cui doméstica
arrísit orto cáritas;

María, dives grátia,
o sola quæ casto potes
fovére Iesum péctore,
cum lacte donans óscula;

Tuque ex vetústis pátribus
delécte custos Vírginis,
dulci patris quem nómine
divína Proles ínvocat:

De stirpe Iesse nóbili
nati in salútem géntium,
audíte nos, qui súpplices
ex corde vota fúndimus.

Qua vestra sedes flóruit
virtútis omnis grátia,
hanc detur in domésticis
reférre posse móribus.

Iesu, tuis obœdiens
qui factus es paréntibus,
cum Patre summo ac Spíritu
semper tibi sit glória. Amen.

Saturday, December 24, 2011

Christmas/Natale 2011



Factum est autem cum essent ibi impleti sunt dies 
ut pareret et peperit filium suum primogenitum 
et pannis eum involvit et reclinavit eum in praesepio 
quia non erat eis locus in diversorio.
                                                                (Lc 2:7)

Rorate Caeli

Friday, December 23, 2011

O Emmanuel




The Great O Antiphon for 17 December sung by the Dominican student brothers at Blackfriars in Oxford.

Thursday, December 22, 2011

O Rex Gentium




The Great O Antiphon for 17 December sung by the Dominican student brothers at Blackfriars in Oxford.

Wednesday, December 21, 2011

Merry Christmas!/Buon Natale!




L'Addetto alle Relazioni Pubbliche,
Rev.do. Alejandro Crosthwaite, O.P.,
e la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino
"Angelicum"
presentano gli auguri più cordiali 
di liete Feste Natalizie 
e di un felice Anno Nuovo 2012. 

O Oriens



The Great O Antiphon for 17 December sung by the Dominican student brothers at Blackfriars in Oxford.

Tuesday, December 20, 2011

O Clavis David



The Great O Antiphon for 17 December sung by the Dominican student brothers at Blackfriars in Oxford.

Monday, December 19, 2011

Luoghi sacri per l'umanità



Studiosi e religiosi delle tre fedi abramitiche a confronto all'Angelicum 


ROMA, 17. Mai violare i luoghi sacri alle altrui religioni, anche in tempo di guerra, e "tenere i luoghi santi fuori dal conflitto". È l'appello lanciato giovedì - dopo la notizia di due moschee date alle fiamme in Terra Santa - dagli studiosi e leader religiosi ebrei, cristiani e musulmani riuniti nella Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum) per elaborare un concetto comune di spazio sacro nelle rispettive tradizioni religiose. Si tratta di esperti teologi, giuristi e sociologi provenienti da dodici diversi Paesi, fra i quali Iran, India e Israele. Nel corso dei lavori, i partecipanti alla Conferenza "Guerra o pace? I luoghi sacri contesi", hanno sottoscritto una dichiarazione comune: "Noi - vi si legge - assicuriamo il fermo impegno a proteggere tutti gli spazi santi di tutte le religioni. Questo impegno è sia teorico che pratico. In via di principio, ogni casa nella quale Dio è chiamato in verità e sincerità è santificata dalla ricerca di Dio e deve essere rispettata da tutti. In termini pratici, ogni atto di distruzione può in breve tempo rivolgersi contro gli stessi autori e generare un infinito ciclo di rappresaglie, contrari alla gloria di Dio". Continua la dichiarazione: "Noi chiediamo a tutte le parti di non violare i luoghi sacri degli altri, anche in tempo di guerra. Questo impegno non è solo un segno di rispetto per l'unico Dio che tutti riconosciamo ma anche una via concreta per imparare a praticare il rispetto l'uno con l'altro". Secondo gli studiosi e leader ebrei, cristiani e musulmani, "tenere i luoghi santi fuori dal conflitto è un piccolo passo per umanizzare una difficile condizione e per ricordare che Dio è il nostro più grande valore e la nostra più grande ispirazione". "Preghiamo - è la conclusione - che tale riconoscimento possa aprire la strada per una maggiore comprensione, una maggiore armonia e per la pace".

    Come accennato, gli studiosi e religiosi - fra essi islamici sunniti come Yasir Qadhi, sciiti, come l'ayatollah Mostafa Mohaghegh Damas, e sufi, come lo sceicco Abd al-Wahid Pallavicini, insieme con il rabbino israeliano Daniel Sperber e Robert A. Destro, della Columbus School of Law - si sono riuniti all'Angelicum per un confronto inedito, nel quale sono esaminate le radici teologiche, politiche e sociali dei conflitti che riguardano la gestione dei luoghi sacri sui quali diverse religioni allo stesso tempo vantano diritti e autorità. L'obiettivo è quello di arrivare a una definizione condivisa di "luogo sacro" in modo da verificare, su base teologica, la legittimità dell'esclusione dei fedeli di altre religioni.

    Un'esigenza sentita non solo riguardo ai luoghi sacri più noti ma anche in quelli di cui spesso non si parla, come in India, per esempio. Il controllo dei luoghi sacri alle religioni - affermano gli organizzatori - costituisce "un problema a livello globale" ma "il confronto sul tema può tramutarsi al tempo stesso in una occasione per un dialogo fra religioni consapevole e aperto alla possibilità, se non di una pace, almeno di una coesistenza pacifica".

    È dunque a questo fine che esperti di tutto il mondo si sono riuniti a Roma: l'obiettivo è quello di indicare soluzioni praticabili a questioni nelle quali spesso si inseriscono convenienze politiche ed emotività. Nella conferenza, sponsorizzata dal rabbino Jack Bemporad, direttore del Centro Giovanni Paolo II per il Dialogo interreligioso presso l'Angelicum, dal professor Cole Durham, della Brigham Young University (Utah), e dal professor Marshall Breger, della Catholic University of America (Washington DC), si sono affrontati diversi temi, dal concetto di sacro al suo significato teologico per le differenti religioni, dal negoziato per risolvere i conflitti all'analisi dei successi e gli insuccessi che si registrano nel mondo. Spiega il professor Breger: "Si discute raramente di teoria e di teologia riguardo a questo argomento ma esse hanno un peso determinante nel processo verso una coesistenza realmente pacifica".

(©L'Osservatore Romano 18 dicembre 2011)

O Radix Iesse




The Great O Antiphon for 17 December sung by the Dominican student brothers at Blackfriars in Oxford.

Sunday, December 18, 2011

Ex-alumno del Angélico nombrado nuevo obispo de Ourense, España




El Papa Benedicto XVI ha nombrado nuevo obispo de la diócesis de Ourense al M. I. Sr. D. José Leonardo Lemos Montanet.

J. Leonardo Lemos Montanet nació el 31 de mayo de 1953 en la parroquia de Santiago de Barallobre, ayuntamiento de Fene, provincia de Coruña y diócesis de Santiago de Compostela. A los 9 años se traslada con su familia a Ferrol, por destino de su padre, donde realiza los estudios hasta el bachillerato superior. Cursó el COU en el Instituto Xelmírez de Santiago de Compostela al tiempo que realizaba el propedéutico en el Seminario Mayor. Cursará los Estudios Eclesiásticos, siendo ordenado Diácono en el año 1978. En septiembre de ese mismo año será nombrado Formador en el Seminario Menor Diocesano de la Asunción. Desde este momento es socio de la Sociedad Sacerdotal de la Santa Cruz. El 19 de mayo de 1979 será ordenado Sacerdote al servicio de la Archidiócesis de Santiago de Compostela por el arzobispo D. Ángel Suquía Goicoechea. Continuó como Formador del Seminario Menor, al tiempo que colaboraba los fines de semana en la parroquia de Nuestra Señora de la Merced de Conxo (Santiago), hasta septiembre de 1982 en que es enviado a Roma para ampliar estudios. Allí obtendrá la licenciatura en Filosofía Teorética por la Pontificia Universidad Gregoriana de Roma y las diplomaturas de Arqueología Sagrada, Archivística y Biblioteconomía. Más tarde, obtiene el doctorado en Filosofía por la Pontificia Universidad de Santo Tomás de Aquino de Roma, en junio de 1987, con la tesis Lo que llamamos ser humano. Ensayo sobre la antropo-ontología de Ángel Amor Ruibal.

En el curso 1985-1986 empezará su actividad docente como profesor de Filosofía en el Instituto Teológico Compostelano y en el Seminario Menor de la Asunción, hasta la actualidad. Entre 1986 y 1988 ejercerá de capellán de la Residencia Universitaria Cristo Rey en Santiago de Compostela y profesor de religión en el Chester College International School. Desde septiembre de 1988 hasta junio de 2001 será Formador en el Seminario Mayor de Santiago de Compostela, labor que compaginará como sacerdote adscrito de la parroquia de S. Fernando, desde 1987 hasta la actualidad. Tras su etapa en el Seminario Mayor es nombrado Director Técnico del  Seminario Menor Diocesano en el año 2001, cargo que desempeña en estos momentos.

En el Instituto Teológico Compostelano, Facultad de Teología de la Universidad Pontificia de Salamanca, desempeñará el cargo de Vicedirector desde 2007 hasta la actualidad, Director de la Biblioteca de Estudio Teolóxicos de Galicia, desde 1993 hasta 2007 y Director del Instituto Superior Compostelano de Ciencias Religiosas desde 2006.

En diciembre de 2003 será nombrado por el Arzobispo de Santiago, D. Julián Barrio Barrio, Canónigo de la Catedral de Santiago de Compostela, ocupando el oficio de Canónigo-Secretario Capitular de la misma.
El 16 de diciembre de 2011 la Santa Sede hizo público que S. S. Benedicto XVI lo ha nombrado nuevo obispo de Ourense.

Es miembro de:
*Centro de Estudios Historicos de la Iglesia perteneciente a la Iglesia Nacional de Santiago y Monserrat en Roma.

* Miembro de la Societá Internazionale Tommaso d´Aquino. Roma- Barcelona
* Miembro del Comité científico de la Fundación “Ad Sanctum Iacobus Peregrinatio”, Santiago de Compostela.

Dominica IV Adventus

 

BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San Pietro
IV Domenica di Avvento, 18 dicembre 201
1

Cari fratelli e sorelle!
In questa quarta e ultima domenica di Avvento, la liturgia ci presenta quest’anno il racconto dell’annuncio dell’Angelo a Maria. Contemplando l’icona stupenda della Vergine Santa, nel momento in cui riceve il messaggio divino e dà la sua risposta, veniamo interiormente illuminati dalla luce di verità che promana, sempre nuova, da quel mistero. In particolare, vorrei soffermarmi brevemente sull’importanza della verginità di Maria, del fatto cioè che ella ha concepito Gesù rimanendo vergine.

Sullo sfondo dell’avvenimento di Nazaret c’è la profezia di Isaia. “Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14). Questa antica promessa ha trovato compimento sovrabbondante nell’Incarnazione del Figlio di Dio. Infatti, non solo la Vergine Maria ha concepito, ma lo ha fatto per opera dello Spirito Santo, cioè di Dio stesso. L’essere umano che comincia a vivere nel suo grembo prende la carne da Maria, ma la sua esistenza deriva totalmente da Dio. E’ pienamente uomo, fatto di terra – per usare il simbolo biblico – ma viene dall’alto, dal Cielo. Il fatto che Maria concepisca rimanendo vergine è dunque essenziale per la conoscenza di Gesù e per la nostra fede, perché testimonia che l’iniziativa è stata di Dio e soprattutto rivela chi è il concepito. Come dice il Vangelo: “Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35). In questo senso, la verginità di Maria e la divinità di Gesù si garantiscono reciprocamente.

Ecco perché è così importante quell’unica domanda che Maria, “molto turbata”, rivolge all’Angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” (Lc 1,34). Nella sua semplicità, Maria è sapientissima: non dubita del potere di Dio, ma vuole capire meglio la sua volontà, per conformarsi completamente a questa volontà. Maria è infinitamente superata dal Mistero, eppure occupa perfettamente il posto che, al centro di esso, le è stato assegnato. Il suo cuore e la sua mente sono pienamente umili, e, proprio per la sua singolare umiltà, Dio aspetta il “sì” di questa fanciulla per realizzare il suo disegno. Rispetta la sua dignità e la sua libertà. Il “sì” di Maria implica l’insieme di maternità e verginità, e desidera che tutto in Lei vada a gloria di Dio, e il Figlio che nascerà da Lei possa essere tutto dono di grazia.

Cari amici, la verginità di Maria è unica e irripetibile; ma il suo significato spirituale riguarda ogni cristiano. Esso, in sostanza, è legato alla fede: infatti, chi confida profondamente nell’amore di Dio, accoglie in sé Gesù, la sua vita divina, per l’azione dello Spirito Santo. E’ questo il mistero del Natale! Auguro a tutti voi di viverlo con intima gioia.
  
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